Cosa include realmente un preventivo di marketing digitale
Prima di dare una cifra, conviene capire che «marketing digitale» non è un servizio unico. Quando qualcuno chiede quanto costa, in realtà sta chiedendo la somma di diverse voci che possono essere acquistate separatamente: gestione delle campagne a pagamento, produzione di contenuti, SEO tecnico, social media, email, analytics e strumenti. Un preventivo chiuso senza dettaglio tende a nascondere ore non fatturate o servizi esternalizzati che compariranno in seguito.
Secondo studi di settore pubblicati da associazioni di agenzie e piattaforme di freelance, un progetto di piccole dimensioni per PMI che combini SEO di base, una campagna Google Ads e la gestione di due social network si colloca di solito in un intervallo tra 600 e 1.500 € al mese, esclusa la spesa pubblicitaria. Questa cifra non è uno standard: varia per Paese, per concorrenza del nicho e per il livello di esecuzione tecnica.
Domande frequenti con risposte concrete
Quanto costa una campagna Google Ads al mese?
La gestione viene fatturata separatamente dal budget pubblicitario. Una fee di gestione abituale va dal 10% al 20% dell’investimento, con minimi mensili di 250–400 € presso le agenzie più piccole. Se investi 1.000 € in annunci, il costo totale può attestarsi tra 1.250 € e 1.400 €. Attenzione: se il tuo budget pubblicitario è di 200 €, nessuna fee percentuale è redditizia e molte agenzie rifiutano l’account. È un limite reale che conviene conoscere prima di chiedere proposte.
E la SEO? Perché c’è tanta differenza tra i fornitori?
Perché la SEO non è un deliverable tangibile. Un audit tecnico puntuale può costare 500–1.200 €, mentre un accompagnamento mensile con contenuti, linking interno e monitoraggio si colloca tra 500 € e 3.000 € a seconda della concorrenza. In settori come assicurazioni o finanza, con domini ad alta autorità, il costo sale perché il lavoro su contenuti e autorità è più lungo. La SEO non funziona per le aziende che hanno bisogno di vendite in due settimane; per quello c’è il pay.
Quanto costa gestire i social media?
Un pacchetto di 12 pubblicazioni mensili con grafica e community management di base si aggira intorno ai 400–800 €. Se si aggiunge il video verticale, la cifra sale perché la produzione costa più del testo. Un errore comune: affidare la gestione dei social senza una strategia di funnel. Pubblicare senza acquisire lead genera visibilità ma non ricavi misurabili, e il cliente lo percepisce come una spesa senza ritorno.
Gli strumenti sono inclusi nel preventivo?
Raramente. Semrush, Ahrefs, Screaming Frog o un CRM hanno licenze che possono aggiungere 100–400 € al mese. Se l’agenzia le include, di solito le ribalta sulla quota. Chiedi sempre quali licenze sono coperte e quali vengono fatturate a parte.
Quanto costa l’email marketing?
La piattaforma in sé è economica (da 10–50 € al mese per liste piccole), ma la produzione di sequenze, la segmentazione e il design dei template possono costare 300–1.000 € per campagna se fatti con criterio. Automatizzare senza dati puliti è buttare via denaro: una lista non segmentata rende molto meno di una ben lavorata.
C’è un minimo ragionevole per iniziare?
Con 500 € al mese puoi fare una cosa bene: ad esempio, una campagna di ricerca locale con landing ottimizzata. Distribuire 500 € su cinque canali non dà risultati in nessuno. La trasparenza su ciò che non si può ottenere con quel budget è più preziosa che promettere risultati garantiti, che peraltro nessuno serio offre.
Cosa chiedere prima di firmare
- Dettaglio delle ore per servizio e profilo del professionista che lo esegue.
- Se l’investimento pubblicitario è incluso o a parte (quasi sempre a parte).
- Quali metriche vengono riportate e con quale strumento di attribuzione.
- Condizioni di uscita e proprietà di account e dati.
Un preventivo onesto riconosce i propri limiti: senza accesso ai dati storici né all’account annunci, qualsiasi cifra iniziale è una stima, non una promessa.